La mosca

Qui sono sola: questo
È un ospedale pulito.
Sono io la messaggera.
Per me non ci sono porte serrate:
Una finestra c’è sempre,
Una fessura, i buchi delle chiavi.
Cibo ne trovo in abbondanza.
Tralasciato dai troppo sazi
E da quelli che non mangiano più.
Traggo alimento
Anche dai farmaci gettati,
Poiché a me nulla nuoce,
Tutto mi nutre, rafforza e giova;
Materie nobili ed ignobili,
Sangue, sanie, cascami di cucina:
Trasformo tutto in energia di volo
Tanto preme il mio ufficio.
Io per ultima bacio le labbra
Arse dei moribondi e morituri.
Sono importante.
Il mio sussurro
Monotono, noioso ed insensato
Ripete l’unico messaggio del mondo
A coloro che varcano la soglia.
Sono io la padrona qui:
La sola libera, sciolta e sana.

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