Soffitta vuota

Vede – mi spiegò – secondo me, il cervello d’un uomo, in origine, è come una soffitta
vuota: la si deve riempire con mobilia a scelta. L’incauto v’immagazzina tutte le mercanzie
che si trova tra i piedi: le nozioni che potrebbero essergli utili finiscono col non trovare più
il loro posto o, nella migliore delle ipotesi, si mescolano e si confondono con
una quantità d’altre cose, cosicché diventa molto difficile trovarle. Lo studioso accorto
invece, seleziona accuratamente ciò che immagazzina nella soffitta del suo cervello. Mette
solo gli strumenti che possono aiutarlo nel lavoro, ma di quelli tiene un vasto assortimento,
e si sforza di sistemarli nel miglior ordine. È un errore illudersi che quella stanzetta
abbia le pareti elastiche e possa ampliarsi a dismisura. Creda a me, viene sempre il
momento in cui, per ogni nuova cognizione, se ne dimentica qualcuna appresa in passato.
Per questo è molto importante evitare che un assortimento di fatti inutili possa togliere lo
spazio di quelli utili.

Arthur Conan DoyleUno studio in rosso

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6 thoughts on “Soffitta vuota

  1. Ho letto solo “Il mastino dei Baskerville”, almeno vent’anni fa, ma lo trovai così banale e scontato che mi fermai lì. Magari ricomincio dal primo romanzo (si nota che c’ho la fissa per l’ordine cronologico? :D)
    PS. Sherlock della BBC lo adoro ❤ ❤ ❤

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