Final Eight 2011

Il 12/13 Febbraio scorso sono stato al Palaisozaki a vedere le semifinali e la finale della Coppa Italia di basket; con me c’erano Luca e Corrado. Quest’ultimo mi ha gentilmente redatto questa recensione:

N.B:

Tra parentesi trovate i miei pochi commenti!

Ci sono vette e piazze che il bellissimo sport della palla a spicchi sta tentando di raggiungere in una sfida che la vede in campo nazionale seconda, o comunque dietro, a una tradizione ben più popolare e diffusa nel nostro Paese: quella calcistica. Finalmente, la Città di Torino, ben lontana dalla cultura del palazzetto pieno per la pallacanestro, tipica di tantissime realtà locali anche ben più raccolte e invece più prossima e quasi simbolo di quella dei palloni di cuoio e dei tacchetti vari, è stata chiamata a rispondere! Così, è stata scelta come sede della settimana-evento della Final Eight di Coppa Italia, quasi a gettarsi dietro il flop del ritiro dell’assegnazione delle Finali di Eurolega, la massima competizione cestistica a livello europeo. Come per incanto, son state soddisfatte quelle voglie di Basket a Torino ai massimi livelli. Voglie che questa città ha dimostrato di avere in questa occasione in cui son state convocate a sfidarsi al Palaisozaki, in una griglia di scontri ad eliminazione diretta uno dietro l’altro per quattro giorni di fila, le migliori prime otto squadre (classifica alla mano) del nostro campionato italiano. E ancora una volta è stato confermato quel calore che riesce a dare la città nelle manifestazioni sportive di ogni genere e tipo.

La più bella risposta si è registrata in termini di presenze nel weekend che ho potuto seguire che prevedeva le due semifinali al Sabato e la finalissima alla Domenica.

La competitività degli scontri è stata alta, come un buon torneo ad alti livelli pretende. Ed ecco infatti eliminate già prima della giornata di sabato la squadra del mitico coach Dan Peterson, la Virtus Bologna (ma porca) e i beniamini piemontesi di Biella (altro ma porca!). Il tutto però ben distante dal livello di sfida della partita di domenica, con il bellissimo basket giocato ad alti ritmi dalle squadre di Siena e Cantù, quest’ultima la migliore nella giornata di sabato nella partita contro un pallido Avellino, con uno spettacolare gioco da tre del capitano uruguagio Mazzarino vero e proprio bomber del tabellino. Siena invece con gli infiniti mezzi a disposizione del suo roster si qualifica alla finale gestendo la partita contro la Montegranaro del lungo americano Ford, prodigioso nelle sue stoppate in difesa, e dell’italiano Cinciarini, play interessante in ottica nazionale. Figurano bene, infatti, la batteria di italiani di Montepaschi, il centro Rakovic e l’immancabile servizio dei lituani, un po’ meno l’appoggio degli americani. Alla domenica c’è  il clima delle grande occasioni! E le squadre sul campo rispondono alla grande con un gioco che contrappone la solidità di Siena alle infinite varianti proposte dall’attacco di Cantù costretta sempre a cambiare ritmo di gioco con le sue bocche da fuoco efficaci di volta in volta. Il gioco soddisfa il pubblico più esigente: scontri in post tra lunghi (memorabile Marconato di Cantù) , transizioni, penetrazioni in lay-up (con il greco di Siena in evidenza), movimenti di palla lungo l’arco per le guardie e play di entrambe le squadre. Il tutto fin quando l’efficacia di Lavrinovic, lituano di Siena, non decreta il vincitore, l’ala giganteggia per eleganza, lettura di gioco e punti con finte e giocate col piede perno memorabili sotto canestro e spettacolari bombe da fuori. Meritatamente verrà decretato MVP, man of the match.

Il Palaisozaki, riadattato per l’occasione, sebbene distante da situazioni di eccellenza come se ne vedono a Bologna, ha superato con sufficienza la disposizione del campo e dei posti a sedere. L’organizzazione, poi, è stata capace di animare ingressi e i momenti di intervallo coinvolgendo il pubblico di tutte l’età. Non sono mancate, infine, le coreografie e i cori delle tifoserie che non hanno mancato di dare colore e a questa bella storia di Basket, compiutasi nella nostra città, la giusta cornice nonostante i chilometri che hanno dovuto percorrere dalle loro bellissime realtà di pallacanestro che speriamo, anche noi, di poter presto vedere e realizzare anche da queste parti.

Ringraziando chi c’era per la compagnia, mi auguro e spero in un futuro evento simile!

Le pagelle (sempre a cura dell’inviato Corrado):

Montepaschi Siena – Fabi Shoes Montegranaro 80-67

Air Avellino – Bennet Cantù 65-82

VOTO 10 e lode ad Atripalda. Atripalda c’è, cercasi Air Avellino

VOTO 10 alle tifoserie di Montegranaro, Avellino e Cantù. Ma sdegno tra gli spettatori all’arrivo delle tifoserie di Cantù e Avellino, si denunciano infatti la scomparsa di tonnellate di carta igienica nei servizi del palazzetto. Qualcuno nelle gradinate sostiene di avere avvistato qualche rotolo prima dell’inizio del match scambiandolo per panini al sacco. (chi? Io?)

VOTO 9 a Mazzarino (num. 12 – Bennet Cantù). Cadono bombe su tutto il pitturato di Avellino, rimangono solo secchiello e retina incredibilmente intonsi e lucidi. L’addetto agli effetti sonori del palazzetto alle triple chiede gli straordinari. ohioioioi ohioioioi Mazzarino uno di noi!

VOTO 8 a Mikov (num. 15 – Bennet Cantù) , Kaukenas (num. 13 – Siena), Lavrinovic (num. 12 – Siena) e Rakovic (num. 11 – Siena) per dovuti meriti di prestazione e tabellino

VOTO 7 a Shannon Ford (num. 5 – Montegranaro) nella sua versione diesel. Raccattapalle disperati, si cercano due palloni nuovi dopo alcune stoppate brucianti.

VOTO 6 a Valerio Spinelli (num. 9 – Avellino), a Szymon Szewczyk (num 24 – Avellino) e.. insomma a chi.. nonostante tutto non ha mollato

VOTO 5 a Marques Green (num. 5 – Avellino). Le cose sono due, o non ha ricaricato le munizioni dopo la partita contro Milano o non ha ricaricato le pile del suo radar.

VOTO 4 al Freestyler dei DaMove. Forza, dai che segni, dai, dai ,dai.. VAAAAAAAAI SCHIACCIAAAH!!… non và.

VOTO 3 a Omar Thomas (num. 33 – Avellino) EVVAI! Riesce a fare tutto tranne che giocare a pallacanestro, tristissima l’immagine del suo tiro da 3 che non tocca la retina. Stupore tra i ragazzi che passano la cera..Ma questo cade sempre? (è stato MVP in Lega Due, mica da ridere! e noi che lo sfottevamo!)

VOTO 2 a quel pazzo in gradinata che ha pensato solo per una volta di scambiare la figurina di Chris Paul!

VOTO 1 allo speaker del palazzetto.. lo sappiamo che la dislessia è un problema.

VOTO 0 al tabellone che segna le rose e i punti.. non si è presentato.

Finale: Montepaschi Siena – Bennet Cantù 79-72

VOTO 10 a Marco e al suo fogliettino dei nomi. Giornalacci (di colore rosa) e giornalisti di tutto il mondo tremate! I potenti mezzi dei vostri fidi inviati hanno sbaragliato tutti. Non ci sono tabelloni scadenti o mezzi informatici che reggano il confronto.

VOTO 9 ai 9000 e passa spettatori mica i 1000 e rotti di Atripalda! Che cmq c’erano e ci sono stati e onore a loro! Ma almeno un cero un po’ più vivo per una pallacanestro più sentita nella città di Torino forse forse lo si può accendere..

VOTO 8 alle coreografie di Cantù. Ancora una volta ci stupiscono con dei bei colori italici in tema! Ma quanto fuoco e fiamme promette la tifoseria fuori e dentro allo stadio, molto male. Meno male sono rimasti solo alle parole! Chi ci spiega il perché di questo odio?

VOTO 7 alla tifoseria di Siena Saranno stati pure pochi rispetto a quelli di Cantù (ma cmq tanti), saranno pure stati coperti dall’incitamento dei lombardi, vessati di insulti etc. ma alla fine cantano loro.

VOTO 6 al Freestyler dei daMove Ha schiacciato bene adesso! Vediiihhh! (e beh sarà quattro giorni che si allena poveraccio alla fine c’è riuscito)..ehi aspetta! guardalo come c’è prova con la cheerleader. Idolo

VOTO 5 all’Agos Ducato e al giochino dell’intervallo Oh no! Stanno prendendo anche i nostri bambini!

VOTO 4 al siur bauscìa mostro indemoniato rosicone da palazzetto che si porta tutta la famiglia alla partita. Il mostro, indemoniato, spara insulti con un tono di decibel da capogiro con cognato, moglie più scatenata di lui, madre e figli e nipoti piccoli al seguito che non ci mettono troppo a imitare il padre. La gradinata (soprattutto io!!!) è esterrefatta/basita davanti a questa filiera degli orrori formato famiglia ma il tipo ha poco da gridare e tanto da rosicare!!!

VOTO 9 a Lavrinovic (Siena num. 12) MVP! Veramente. Quando Siena gioca senza di lui infila meno punti. Che arma in attacco! Implacabile sotto il canestro, finte, movimenti col perno, tiri in sospensione.. spalle al cesto è immarcabile! E oltre il pitturato? Ecco una o due bombe dall’arco dei 3. Terminator

VOTO 8 a Zisis (Siena num. 6) Sempre presente nel gioco e nella manovra. Non teme di risolvere la situazione quando il gioco per i lunghi non c’è soprattutto nella prima parte. Il greco fomenta l’ammirazione dei vostri inviati sulle gradinate. E’ lui (alternandosi a Carrareto num – 9 VOTO 7) a fare dell’ottimo da 3 con canestri impossibili e a tagliare le zone o l’area in molte occasioni con delle belle penetrazioni con eleganti layup. Spartano (ed io, noi? che l’avevamo scambiato per Jaric!?)

VOTO 7,5 a Kaukenas (Siena num. 13) Azzerra Mazzarino in difesa per tutto il primo tempo e lo lascia con il cervello a incubi. Non teme l’atmosfera che sale dalla curva di Cantù (completamente terrorizzata da lui), segna, sbruffoneggia, si prende dei tiri anche rischiosi e magari li sbaglia anche ma eccolo a 4 falli nel quarto tempo, sempre concentrato che gioca anche sull’ultimo pallone, ruba l’ultima al play e segna. Divo

VOTO 6 a Stonerook (Siena num.  20) Partita da buon mestierante, di attesa e incentrata sul ritmo della azione: eccolo che gira la palla sull’arco o che spezza il ritmo di un turnover per non buttarlo via. I suoi assist sono fantastici quando entra in azione, recapiti da dietro la schiena o roba da visione da terzo occhio. Freddo

VOTO 5 a Moss (Siena num. 34) Entra in ritardo in partita e ci si mette anche la sfiga, i palloni che tira escono solo all’ultimo respinti dopo una rotazione sull’anello, allora sì che avrebbe impattato! Sempre dentro nel quintetto base ma alla fine sempre spesso fuori.

VOTO 4 a Rakovic (Siena num. 11) Annientato nei duelli con Marconato e neanche troppo prestante a rimbalzo in difesa.

VOTO 7,5 a Marconato (Cantù num. 11) Menzione ad honorem per un leone d’area e neanche tanto per meriti di rendita, altrochè! Quando gioca non si sottrae all’uno contro uno e sbaraglia nei primi 10 min le offensive di Rakovic, quest’ultimo annientato quando siamo dall’altra parte del campo. Costringe Lavronivic quando incrociano le armi a dare il meglio di sè. Leone

VOTO 7 a Green (Cantù num. 21) e a Tabu (Cantù num. 18). Il coach per sopperire l’assenza di Mazzarino nel tabellino dei punti al terzo quarto le prova tutte. Li schiera insieme, una volta uno, una volta l’altro, ecco che segnano e accorciano ma poi sono intermittenti, ma è il loro effetto insieme che permette di reggere a volte colpo su colpo. Dei due sarà Green a riempire di più il tabellino anche se è mancato tutti i 10 min iniziali ma Tabu si distinguerà per il buon cuore messo in campo. Siamesi

VOTO 6 a Mark’oishvili (Cantù num. 9) Nel momento peggiore della manovra offensiva di Cantù, con tutte le vie per Mazzarino bloccate nei 20 min recita il ruolo del portatore della croce. Guardandosi a destra e a sinistra dove trova un Mikov suicida e il Capitano incelofanato deve ogni tanto assumersi lui il rischio (a volte facendo bene nelle tiratissime azioni anche di 24 sec a volte smadonnando con tiri presi male o palleggi e bestemmie a compagni che stanno fermi). Tabu e Green ne prenderanno il testimone con effetti migliori in termini di ritmo.

VOTO 6 a Mazzarino (Cantù num. 12) Quanta fatica per poter emergere dal tappo che gli ha messo Siena! Manca tutti i primi 10 minuti costringendo la squadra a scegliere altre bocche da fuoco. Gloria solo alla fine dei secondi 10 minuti, ed è forse così che strappa la sufficienza (perchè stava ancora a 0 punti sennò) con delle bombe e assist. Poi la squadra le deve provarle tutte a fare girare i soli Tabu e Green che vanno ad intermittenza ma lo sostituiscono bene in termini di segnature e ritmo, perché è la loro dinamicità a portare avanti la squadra. Il cardinale cmq non mancherà di portare qualche altro punto. Arginato

VOTO 4 a Ortner (Cantù num. 8 ) Sembrava un cucciolo di cerbiatto di notte sull’autostrada o su una pista da corsa, gli fanno i fari e lo investono per tutti i suoi minuti di gioco. Per sua fortuna Leuner (Cantù num – 10) si dimostra più solido di lui, infatti VOTO 7, sopperendo con una buona portata di punti al suicidio di Mikov.

VOTO 3 a Mikov (Cantù num. 5) Se la squadra è con il Mazza bloccato nei primi 10 min lui certo non è d’aiuto nel sbloccare la situazione. Da fiero portatore di punti e arma in più nella partita di sabato a suicida in finale con 4 falli in neanche 20 min e un tecnico.

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