La ragnatela più grande del mondo

Madacascar, Parco nazionale Andasibe-Mantadia: una guardia forestale osserva con stupore la gigantesca ragnatela che si stende dalla riva all’altra di un fiume. È l’opera di una specie scoperta solo di recente, e battezzata Caelostris darwinii (in inglese: Darwin’s bark spider, traducibile con “ragno tessitore di Darwin”). Secondo un nuovo studio è il ragno che tesse le tele più grandi e più resistenti del mondo. L’équipe dello zoologo Ingi Agnarsson, dell’Università di Puerto Rico, ha scoperto ragnatele larghe fino a 25 metri. “Le guardie del parco le conoscevano e probabilmente le mostravano ai turisti”, racconta lo scienziato, ma la sua ricerca, pubblicata sulle riviste Journal of Arachnology e PLoS ONE, è il primo studio scientifico al riguardo. Complessivamente le ragnatele della nuova specie sono le più grandi del mondo, ma secondo il biologo Todd Blackledge, dell’Università di Akron in Ohio, coautore dello studio, altri ragni potrebbero tessere tele che al centro hanno spirali più grandi. Con queste tele giganti, però, Caerostris darwinii cattura soprattutto piccoli insetti, come effimere e libellule. “Niente pipistrelli o uccelli, come avevamo sperato”, scherza lo zoologo Agnarsson. Sono soprattutto le femmine di Caerostris darwini a tessere le tele giganti che contraddistinguono la specie, spiega Agnarsson, beneficiario di un fondo del Comitato ricerca ed esplorazione della National Geographic Society. Anche gli individui giovani tessono, ma appena raggiungono l’età adulta abbandonano questo comportamento per dedicare tutte le loro energie al sesso. Per sfuggire ai predatori il ragno si affida soprattutto al suo aspetto: le macchie e le sporgenze del suo corpo gli permettono di camuffarsi bene tra gli alberi. Finora la presenza di Caerostris darwini è stata scoperta solo in Madagascar, la grande isola al largo delle coste sudorientali dell’Africa. Per produrre le sue ragnatele da record, spiega lo zoologo Agnarsson, il ragno secerne due tipi diversi di seta. La seta più resistente viene usata per i fili di sostegno, che il ragno fissa a due rami di alberi al di sopra di un lago o di un fiume, e per i raggi dell’impalcatura principale; un tipo di seta più elastico e colloso va a formare la spirale che cattura la preda. Gli insetti che volando si scontrano contro la tela restano invischiati, e agitandosi per liberarsi fanno vibrare i fili, allertando così il ragno, che striscia fino alla preda e la avvolge in un bozzolo di seta per mangiarsela con comodo. A differenza di gran parte degli altri ragni, Caerostris darwini a volte avvolge diversi insetti nello stesso bozzolo, per confezionarsi un “panino” più abbondante. Nonostante le loro tele record, questi ragni non sono molto grossi: escludendo le zampe, un adulto è di solito lungo meno di due centimetri. Secondo le analisi effettuate dai ricercatori, la seta secreta dal tessitore di Darwin è il materiale biologico più resistente al mondo. “La sua capacità di assorbire l’energia”, spiega Agnarsson, “dipende da una combinazione di durezza ed elasticità. La seta del tessitore di Darwin è dura come l’acciaio ma molto più resistente; è persino più resistente del Kevlar, che è tra i materiali artificiali più avanzati”. L’équipe di ricercatori guidata da Agnarsson ha cercato di scoprire come il ragno tessitore di Darwin riesca a tessere tele così larghe da scavalcare un corso d’acqua, come questo fiume che attraversa il Parco nazionale Andasibe, in Madagascar. “Una delle guardie del parco ci ha detto che i ragni si appendevano alla seta e saltavano da una riva all’altra, come Tarzan”, racconta lo studioso. “Ce l’abbiamo messa tutta per verificare l’ipotesi, ma purtroppo si è rivelata falsa”. Uno dei membri della spedizione ha scoperto il “trucco”, e lo descriverà in un prossimo articolo. “Finora gli studi in questo campo si sono concentrati su poche specie, soprattutto quelle dei generi Argiope e Nephila“, spiega Agnarsson, “ma non c’è ragione di pensare che la loro seta sia la migliore. Vogliamo ampliare lo spettro delle ricerche”. Fonte.

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